Una buona notizia

Dal marzo 2011 è più facile riscaldare una chiesa con un impianto di riscaldamento ad irraggiamento alimentato a gas metano o GPL, perché il Ministero dell’Interno ha finalmente sciolto i dubbi interpretativi sulle norme e ne ha dettato le linee guida per l’istallazione in luoghi soggetti ad affollamento e particolarmente nei luoghi di culto.

Gli attesi chiarimenti del Ministero dell'Interno sul riscaldamento a irraggiamento a gas nei luoghi di culto

Dagli anni ’50, questi impianti, tanto efficaci quanto economici nei costi di esercizio, hanno preso piede ovunque negli edifici caratterizzati da grandi cubature, altezze elevate e notevoli dispersioni, che con molta difficoltà sarebbero potuti essere riscaldati con sistemi alternativi, ma, costituendo una esigua percentuale rispetto agli impianti classici basati sulle centrali termiche, non avevano e non hanno una propria normativa di riferimento.

Negli ultimi anni, però, la crescente attenzione al risparmio energetico ed alla sostenibilità ha impresso un grande impulso a tutte le tecnologie di riscaldamento ad irraggiamento, da quelle nuove come le lampade alogene a onda corta, a quelle ben note e consolidate come i diffusori a gas.

Il mercato ha imposto chiarezza e gli organi competenti hanno risposto, una volta tanto, eliminando dubbi e incertezze. I committenti possono ora affidare al loro professionista di fiducia la progettazione del riscaldamento della loro chiesa, sicuri che non ci saranno intoppi legati a cattive interpretazioni della norma.

Una guida per il professionista

Il chiarimento ministeriale è scaturito dai dubbi sulla normativa applicabile agli impianti ad irraggiamento a gas, espressi dagli stessi comandi provinciali dei Vigili del Fuoco chiamati ad autorizzare l’istallazione nei casi in cui l’impianto superi i 116 kW.

In questo caso, l’esercizio dell’impianto è considerato un’attività a maggior rischio di incendio, ricadendo nelle previsioni di cui al punto 91 dell’elenco allegato al DM 16/02/1982 ed in quanto tale soggetta al controllo dei Vigili del Fuoco ai fini del rilascio del certificato di prevenzione incendi.

Fino al luglio 2008 il Ministero dell’Interno si era espresso con pareri come questo, questo o addirittura quest’altro.

I dubbi interpretativi si tramutano spesso in carenze progettuali ed installative e danno origine, a volte, a problemi nell’esercizio di qualsiasi impianto; per questo, dal luglio 2008, in mancanza di un serio approfondimento su questi impianti, il ministero dell’interno aveva pensato di “tagliare la testa al toro” impedendone di fatto l’istallazione.

Questo mentre, su tutti i mercati, il riscaldamento ad irraggiamento prendeva sempre più piede, anche nella sua forma elettrica, per la sua intrinseca efficienza ed economicità.

Roma - prima riunione del 2011 del Comitato Centrale Tecnico Scientifico di Prevenzione Incendi

Roma - prima riunione del 2011 del Comitato Centrale Tecnico Scientifico di Prevenzione Incendi

Per colmare questa lacuna, nel febbraio del 2011 si è riunito il Comitato tecnico scientifico per la prevenzione incendi e finalmente, nel marzo 2011, il Ministero dell’Interno ha messo la parola fine a dubbi ed incertezze con la circolare Prot. N. 0003185 del 09/03/2011 del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile – Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica.

La circolare, molto chiara ed apprezzabile, effettua una ricognizione della normativa applicabile e fissa i criteri di valutazione del rischio che i comandi dei Vigili del Fuoco debbano seguire per autorizzare impianti di riscaldamento al di sopra dei 116kW di potenzialità termica.

Contestualmente indica quale sia l’insieme minimo di fattori di rischio che il progettista debba affrontare e ridurre in sede di progetto e dei quali l’impiantista debba tenere conto nell’istallazione.

Infine, propone l’adozione delle stesse linee guida ai progettisti ed agli installatori di impianti di potenzialità inferiore, oltre i 35kW e fino ai 116kW, non soggetti al rilascio del certificato prevenzione incendi.

Il riscaldamento ad irraggiamento luminoso a gas può ora continuare ad affermarsi grazie ai suoi indubbi pregi, contando su un altro grande fattore di sviluppo: la chiarezza.

Riepiloghiamo i contenuti della circolare:

Ambito di applicazione:

Impianti termici a gas ad irraggiamento luminoso (diffusori ad incandescenza di tipo A) di potenzialità termica superiore ai 116kW, installati nei luoghi soggetti ad affollamento, in particolare nelle chiese.

Normative applicabili:

DM 04/05/1998 per le attività non regolate da specifiche disposizioni antincendio

oppure DM 09/05/2007 “Direttive per l’attuazione dell’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio”

Quest’ultimo è da intendersi in alternativa al DM 04/05/1998 e consente al progettista, di comune accordo col committente, di adottare l’approccio ingegneristico alla valutazione del rischio di incendio e delle relative contromisure, una metodologia quantitativa utile laddove vi siano situazioni complesse o attività non regolate da specifiche disposizioni antincendio – si veda in merito il convegno sull’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio del 6 novembre 2007, in particolare la relazione dell’Ing. Giomi. Ovviamente il progettista può continuare ad utilizzare, se crede, la metodologia qualitativa del DM 04/05/1998.

UNI EN 13410.2003 “Apparecchi di riscaldamento a gas sospesi a irraggiamento – Requisiti di ventilazione per l’uso in locali non domestici”

DM 12/04/1996 titolo V, per le sole parti applicabili all’impianto di adduzione gas

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