Il grande freddo – come usare il Riscaldamento a Irraggiamento nelle Chiese

Un’annata di freddo eccezionale

L’inverno del 2012 resterà nella memoria di molti come una delle stagioni più fredde della propria vita.

Nella prima metà di febbraio in molte località si sono registrati in media otto o nove gradi in meno della media dei cinque anni precedenti, la neve isolava numerose località, le caldaie lavoravano 24 ore al giorno, alcune di loro non hanno retto e sono passate a miglior vita lasciando i proprietari al freddo.

Alcuni tra coloro che avevano impianti ad irraggiamento e che ne sono sempre stati soddisfatti quest’anno hanno avuto freddo.

Per venticinque anni non si è quasi mai evidenziata una peculiarità degli impianti di riscaldamento ad irraggiamento che quest’anno è diventato cruciale comprendere.

Quando serve la preaccensione

In condizioni climatiche normali, la caratteristica più interessante di un impianto ad irraggiamento è l’istantaneità del riscaldamento, la comodità di accenderlo solo nel momento in cui lo si utilizza, esattamente come un’illuminazione, forti del fatto che gli infrarossi arrivano con la loro potenza quasi intatta direttamente alle persone riscaldando l’aria in misura trascurabile.

Così, un impianto ad irraggiamento riscalda restituendo al corpo umano il calore sottrattogli dall’aria fredda e dalle strutture circostanti; se è ben progettato restituisce esattamente il calore disperso, né di più, né di meno.

La quantità di calore da restituire è calcolata in fase di progetto, ipotizzando una temperatura interna dell’ambiente da riscaldare intorno ai sei o sette gradi.

Se la temperatura interna è più bassa, il calore disperso dal corpo è maggiore di quello fornito dall’impianto e le persone hanno freddo; durante l’inverno del 2012 in alcune località del Nord Italia la temperatura negli ambienti interni è scesa sotto lo zero, tanto che in alcune chiese l’acqua delle acquasantiere si è ghiacciata.

Una soluzione per fronteggiare picchi di gelo come questi sarebbe sovradimensionare l’impianto e farlo lavorare quasi sempre a potenza ridotta, ma questa è una soluzione costosa ed evidentemente poco sensata, come lo sarebbe sovradimensionare un impianto ad aria dotandolo di una caldaia molto più grossa del necessario per fronteggiare condizioni climatiche che non si verificano quasi mai, e infatti generalmente non si fa.

Un impianto tradizionale ad aria calda, in condizioni di freddo estremo, viene semplicemente tenuto acceso più a lungo, anche tutto il giorno.

Riscaldarsi risparmiando

Restare al caldo, risparmiando.

Un impianto ad irraggiamento, in condizioni climatiche eccezionalmente rigide, può essere utilizzato esattamente nello stesso modo, può essere acceso prima per riscaldare anche l’ambiente.

È un po’ come entrare in una casa di campagna disabitata per mesi, trovarla gelida, accendere il camino e riscaldarsi immediatamente non appena divampa la fiamma comodamente accucciati nel cono di infrarossi, senza dover aspettare di riscaldare tutta la casa.

Però, lasciando il camino acceso alcune ore, si riscalda anche la casa perché gli infrarossi rimangono all’interno dell’ambiente continuando ad essere in parte riflessi e in parte assorbiti dalle pareti, dagli oggetti e dall’aria circostante, finché non sono assorbiti completamente cedendo all’ambiente tutta la loro energia.

Così, dopo qualche ora, abbiamo la casa calda.

Lo stesso avviene negli ambienti riscaldati con un impianto di riscaldamento a irraggiamento. Lasciandolo acceso gli infrarossi si riflettono nell’ambiente e sono rapidamente assorbiti dalle strutture e, col tempo, ne innalzano la temperatura.

Un quarto d’ora di accensione di un impianto a irraggiamento a piena potenza può aumentare la temperatura interna di circa un grado, quindi una preaccensione di una o due ore rispetto al momento dell’utilizzo può bastare a riportare la temperatura interna a quella di progetto, sei o sette gradi, e permettere all’impianto di riscaldare efficacemente come sempre.

Quindi, negli inverni normali accendiamo pure i nostri impianti a irraggiamento al momento dell’uso sfruttandone la capacità di fornire calore istantaneamente, mentre una volta ogni tanto, in presenza di un inverno molto freddo come quello appena trascorso, ricordiamoci di accenderlo prima e staremo al caldo nel cono di infrarossi nell’attesa che i mezzi di soccorso vengano a liberarci dalla neve.

Il risparmio rimane

Il risparmio c’è sempre rispetto ad un impianto ad aria perché anche quest’ultimo dovrebbe essere acceso molto più a lungo. L’irraggiamento, anche negli inverni freddissimi, conserva intatte tutte le qualità che lo rendono di gran lunga più economico di ogni altro tipo di impianto.

Progettato ed utilizzato bene ci consentirà, come sempre, di stare al caldo risparmiando.

By | 2017-05-31T09:18:09+00:00 agosto 7th, 2012|Irraggiamento, Riscaldamento|0 Comments